martedì 22 giugno 2010

Paola Turci

Paola Turci, Le Ragazze Suonano. Concerto live del 19 Giugno a Cantù, Piazza Garibaldi, nel corso del programma "emozioni d'estate"

sabato 19 giugno 2010

lunedì 14 giugno 2010

Rassegna Stampa

Ecoinformazioni Como - n°402
Quattordici anni, oltre 400 numeri del mensile frutto della collaborazione con Associazioni, Movimenti ed Istituzioni della Provincia di Como.





sabato 12 giugno 2010

Mostra fotografica a Villa Imbonati

Allestimento della mostra fotografica all'interno della storica e prestigiosa dimora Villa Imbonati, sede del Comune di Cavallasca a Como.



Il mosaico del salone d'onore, di eccezionale rarità (praticamente l'unico conosciuto per un interno), è realizzato con piccoli sassi che in particolari occasioni, costituiva anche la base di getti d'acqua originati dall'adiacente grotta-fontana di gusto rococo'.

Sullo scalone di accesso al piano superiore possiamo ammirare, una bellissima "Immacolata concezione".

Nel salone del primo piano, che ospita le riunioni del Consiglio comunale, il soffitto - ben conservato - è in cassettoni di legno decorati a tempera, una tecnica non facile ed abbastanza rara da trovare; il pavimento è realizzato con il cotto lombardo originale.

note storiche su Villa Imbonati :
Fu alla metà del 1500 che gli Imbonati, nobile e rispettabile famiglia milanese, si stabilirono a Cavallasca. Nel 1631 Giuseppe Maria Imbonati, nato a Cavallasca, estese le sue proprietà insieme al fratello Carlo che costruì l’attuale sede Municipale “Villa Imbonati” ultimata nel 1656, ricca di notazioni artistiche e munita di curiosi sistemi di ingegneria idraulica. Con gli Imbonati, nel 1700 Cavallasca divenne uno dei maggiori centri culturali lombardi. Cavallasca vide passare Garibaldi, fu Quartier Generale dello stesso e teatro della battaglia di San Fermo. Agli Imbonati seguirono i Butti, che acquistarono anche la Villa Imbonati, tra i quali Giuseppe Butti, detto anche “Peppớt”, che fu Sindaco di Cavallasca dal 1871 al 1894 e che accolse don Pietro Buzzetti, importante parroco di Cavallasca e nipote di Don Guanella. Giuseppe Butti inoltre ospitò spesso in Villa Imbonati l’amico Luigi Pirandello. Durante la Prima Guerra Mondiale, Cavallasca fu uno dei perni difensivi d’Italia per la difesa sul Confine Svizzero, mediante la costruzione di trincee sul Montesasso, molte delle quali ancora visibili all’interno del Parco Regionale della Spina Verde. Durante il periodo fascista, nel 1928, i Comuni di Cavallasca, Parè e Drezzo furono uniti in un unico complesso amministrativo chiamato Lieto Colle, nome suggerito da Margherita Sarfatti a Mussolini in uno dei frequenti soggiorni a Cavallasca. Cavallasca tornò comune autonomo nel 1956.
per i testi si ringraziano i siti del Comune di Cavallasca e del Rotary Club Como Baradello

martedì 1 giugno 2010

I Lavatoi della Provincia di Como

una mostra fotografica itinerante
immagini e testi soggetti a copyright ©2010

La Società dell'acqua
di Fabio Cani
L'acqua come bene comune non è certo invenzione recente, anzi: è semmai vero il contrario. Oltre a quelli naturali, l'acqua "storica" aveva dei luoghi che ormai sono svaniti dalla memoria collettiva: le rogge e i mulini, per esempio, dove si manifestava con piena evidenza la sua forza di energia, ma anche i pozzi, in cui veniva attinta per tutti gli usi quotidiani e casalinghi. Dei pozzi abbiamo oggi una concezione rurale-romantica: i pozzi sono le vere artistiche nei chiostri, oppure le più rustiche prese dei cortili delle cascine; in verità, le più lussuose case della città (anche del centro storico di como) si vantavano dei propri pozzi, per la loro efficenza funzionale, più che per la loro decorazione artistica. E poi, soprattutto, c'erano le fontane e i lavatoi.
La fontana era il centro di approvvigionamento collettivo, alla portata di tutti. Era un luogo sociale, di confronto e di scambio di idee. A Como - tanto per rendere evidente l'importanza dell'oggetto - a un "fontanile" erano intitolate ben tre vie. il lavatoio era un luogo di lavoro femminile, una parte cospicua delle incombenze domestiche che invece di essere svolte nel chiuso delle case venivano espletate in pubblico. Il lavatoio, quindi, era un altro fondamentale luogo di incontro, questa volta tipicamente segnato dall'appartenenza di genere. Era il luogo dello scambio di idee, e anche - ovviamente - della chiacchera e del pettegolezzo. Era il luogo in cui molte competenze passavano di generazione in generazione, e in cui si confrontavano le diverse esperienze, tra residenti e forestiere, tra anziane e giovani. Travolto dalla lavatrice privata, il lavatoio sopravvive oggi come segno architettonico di austera funzionalità e di grande potenza "narrativa". Le foto che presentiamo in queste pagine sono una piccolissima scelta dal lavoro di ricerca che Dario Tagliabue conduce da oltre trent'anni. Le prime fotografie da lui scattate sono quindi già storiche. In tutte, anche in quelle più recenti che evidenziano il degrado di molti di questi manufatti, c'è l'identico interesse per una storia che, intorno all'acqua, sa raccontare le storie delle persone.
articolo tratto da Ecoinformazioni Como
























Continua la mostra itinerante sui Lavatoi del Triangolo Lariano ed Alta Brianza, in programmazione per il 13 Giugno presso la sede espositiva di Villa Imbonati a Cavallasca (CO) , mentre è in preparazione per il 2011 una grande mostra presso lo Spazio Espositivo Corte San Rocco di Cantù, dove è prevista la presentazione della pubblicazione in preparazione.
Per informazioni sul progetto espositivo ed editoriale contattare :dariotagliabue@tiscali.it
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