domenica 3 aprile 2016
martedì 29 marzo 2016
Flash Mob Run 2016 - Balocco (VC)
La mia prima vera uscita ufficiale HOG con il fantastico gruppo del Como Chapter
La destinazione fino all’ultimo “segretissima” del Flash Mob Run 2016 è finalmente svelata, tutto pronto per questa nuova avventura ufficiale che prevede il raduno di addirittura ventidue Chapter HOG del Nord Italia. Destinazione? Balocco (VC), presso la pista sperimentale FCA (Fiat Chrysler Automobiles).
La destinazione fino all’ultimo “segretissima” del Flash Mob Run 2016 è finalmente svelata, tutto pronto per questa nuova avventura ufficiale che prevede il raduno di addirittura ventidue Chapter HOG del Nord Italia. Destinazione? Balocco (VC), presso la pista sperimentale FCA (Fiat Chrysler Automobiles).
Doveroso un breve cenno storico su questo impianto. La nascita del complesso di Balocco si inquadra in un'epoca di grande espansione per uno dei più grandi Marchi storici italiani, l'Alfa Romeo, dove i vertici della casa automobilistica ritennero opportuna la realizzazione di un tracciato destinato al collaudo delle proprie vetture in autonomia e riservatezza. Fu così che, nel 1961 ebbero inizio i lavori di costruzione di questo impianto motoristico. E già la data mi piace….anch’io sono stato progettato e costruito nel ’61 !
Quando in seguito il Gruppo Fiat acquistò l'Alfa Romeo, il circuito entrò in possesso della casa torinese, che iniziò ad utilizzarlo anche per attività relative agli altri marchi di sua proprietà. Sotto la nuova gestione l'impianto ha subito alcuni importanti cambiamenti, che lo hanno dotato di diversi nuovi tracciati, con caratteristiche e finalità diverse. L'impianto di Balocco è ancora oggi uno dei principali centri di collaudo per i veicoli del Gruppo Fiat e per le omologazioni TUV di veicoli e motocicli anche di altre marche. La pista prove di Fiat di Balocco, che al suo interno contiene anche una vera e propria pista di F1, è battuta ogni anno da oltre 20.000 veicoli che percorrono una media che si avvicina ai 9.000.000 di chilometri.
il circuito FCA dall'alto
Programma : Ritrovo ore 8.00 alla Club House del Como Chapter presso il Gioya di Como (Camerlata), Bottone (partenza prevista) alle ore 8.30 con le solite raccomandazioni di sempre, pieno di benzina, Telepass e tuta antipioggia.
patch
A dispetto delle previsioni che ci facevano sperare in una bella e primaverile giornata, fin dalle primissime ore del mattino il tempo dice altro e la partenza è benedetta da una leggera pioggerella inglese con temperatura pungente. Insieme al nostro gruppo del Como Chapter abbiamo due ospiti del Riccione Chapter ed una coppia di amici harleysti del Ticino Chapter.
on the road
Il viaggio in gruppo è sempre un'esperienza emozionante, lo squadrone unito e compatto si muove agilmente, un occhio allo specchietto retrovisore ed uno ai Road Captain e Safety sempre pronti ad agevolare ogni manovra ed a tener serrati "i ranghi", si effettua una sola sosta per il rifornimento degli Sportster ed in circa un'ora raggiungiamo l'uscita di Balocco, dove ad attenderci troviamo già una prima pattuglia della Polstrada.
Dopo una breve attesa in località Bastia, sotto il controllo di elicotteri e droni che filmano l'arrivo dei vari chapter, ci muoviamo alla volta del vero e proprio Centro Sperimentale FCA, dove all'ingresso troviamo ad attenderci altre pattuglie Polstrada e Security FCA. Sbrigate alcune formalità organizzative, riceviamo autorizzazione all'accesso, ed al primo impatto, la location del Centro appare molto bella, organizzata, ben curata e sotto stretto controllo da parte del numeroso personale FCA posizionato in ogni punto strategico. Una Safety Car ufficiale, ci scorta all’ingresso dell'autodromo e siamo il primissimo gruppo insieme al Legnano Chapter (circa 150 moto), a potersi lanciare all’interno della pista principale a quattro corsie dove subito balza all'occhio il segnale di limite velocità puntato a 240 Km/h. Tra rettilinei, curve e parabolica, è uno spettacolo sentire il rombo di 150 Harley aprire il gas tutte insieme, all'unisono, quasi a percepire l'emozione delle gare su pista. Al termine del giro, veniamo scortati sul grande piazzale rotondo, destinato al parcheggio delle oltre 900 Harley Davidson, il colpo d'occhio è veramente emozionante !
Arriviamo dopo una brevissima camminata all'area coperta destinata al "rinfresco" (e che rinfresco.....), perfettamente organizzato in un ambiente elegante, servito da personale decisamente professionale. La presenza di un DJ scandisce l'arrivo dei vari Chapter , dove agevolmente e senza nessuna fila, oltre un migliaio di persone mangiano, bevono, ballano e si divertono. La giornata trascorre piacevolmente tra amici bikers provenienti da tutto il nord Italia, Como, Varese, Monza, Milano, Brescia, Bergamo, Alba, Chianti, Bologna, Parma, Emilia, Savona, Portofino, Riccione, Genova, ecc. anche il sole ad un certo punto strizza l'occhio favorendo il momento rituale delle foto di gruppo. La lunga giornata ormai volge al termine e si arriva al momento dei riconoscimenti, delle premiazioni e dei ringraziamenti per la partecipazione di ogni singolo Chapter. Si conclude seguendo la medesima procedura, ed ogni singolo gruppo viene accompagnato dall'immancabile Safety Car all’uscita.
Como Chapter
Un grandissimo ringraziamento, da parte di tutti, va esteso al nostro grandissimo Como Chapter Director Stefano "Brugio" Brugiotti, per tutto il massacrante e complesso lavoro organizzativo dell'evento !!!
Insomma, come dice il buon Vasco.....
...quel che conta è che sia stata, una splendida giornata...
giovedì 28 gennaio 2016
La mia prima Harley Davidson SST 125
Che bellissimo ricordo il giorno in cui uscii dalla concessionaria di moto Sironi di Cantù, (dopo aver staccato un assegno pesantissimo di Lire 1.200.000) in sella a quello che per me era un sogno diventato realtà, la mia prima, nuovissima, rossissima e fiammante 125, ma soprattutto Harley Davidson, un nome che già da tempo girava nella mia testa, anche se in voga ai miei tempi erano soprattutto le Vespa Piaggio ET3, le KTM, SWM e con discreto successo anche la Gilera TG1. Ecco la breve avventura di questa motocicletta in un periodo molto particolare per le sorti della marca di Milwaukee recuperata in rete e che con piacere condivido.
Nel 1960 l'americana Harley Davidson e l'italiana Aermacchi (già Aeronautica Macchi) di Varese formano la società AERMACCHI-HARLEY DAVIDSON per la produzione di motoveicoli leggeri in Italia. Dal 1973 il marchio diventa AMF-HD, ossia al subentro della American Machine Foundry al posto di Aermacchi. La produzione motociclistica si arresta nel 1978, quando Harley Davidson decide di abbandonare la produzione italiana. Nello stesso anno la Cagiva, nata come fabbrica di minuteria metallica fondata da Giovanni Castiglioni, rileva l'azienda per continuare in proprio la produzione motociclistica. Qui di seguito una breve storia del suo primo cavallo di battaglia, la SST 125.
Nel 1960 l'americana Harley Davidson e l'italiana Aermacchi (già Aeronautica Macchi) di Varese formano la società AERMACCHI-HARLEY DAVIDSON per la produzione di motoveicoli leggeri in Italia. Dal 1973 il marchio diventa AMF-HD, ossia al subentro della American Machine Foundry al posto di Aermacchi. La produzione motociclistica si arresta nel 1978, quando Harley Davidson decide di abbandonare la produzione italiana. Nello stesso anno la Cagiva, nata come fabbrica di minuteria metallica fondata da Giovanni Castiglioni, rileva l'azienda per continuare in proprio la produzione motociclistica. Qui di seguito una breve storia del suo primo cavallo di battaglia, la SST 125.
Con la sigla 6F SS 125 si indica una serie di motociclette
fabbricate dal 1975 al 1984, prodotte inizialmente sotto il marchio AMF-Harley
Davidson e proseguite sotto il marchio Cagiva. La sigla 6F si trova stampata
sul telaio in corrispondenza del cannotto di sterzo e costituisce i primi due
caratteri del numero di matricola. In pratica la sigla 6F identifica
esclusivamente i modelli SS 125 (ed i successivi SST 125). La matricola
originaria ha il seguente formato: 6F-6xxxx Hx, dove 6F indica il modello;
6xxxx è la numerazione di partenza per cui 6 è un numero fisso e le successive
quattro cifre indicano il progressivo dei modelli prodotti nell'anno in corso;
H sta per il decennio di produzione (H=197x) mentre l'ultima cifra sta per
l'anno di produzione. In pratica H5=1975, H6=1976 e così via. La matricola dei
modelli prodotti per il mercato degli Stati Uniti ha il seguente formato:
6F-1xxxx Hx. Questo sistema di numerazione matricole è stato usato dal 1975 al
1977.
6F = SS 125 e SST
125
9E = SS 250
7T = SST 250
6A = SS 350 (4
tempi)
8F = SST 350 (2
tempi)
(Harley Davidson Amf SS 125)
LE ORIGINI (1975-1977)
La prima SS 125 prodotta aveva la matricola
6F-60001 H5. Queste moto avevano freni a tamburo su tutte e due le ruote e le
stesse erano esclusivamente a raggi. La strumentazione era costituita dal solo
contachilometri mentre accanto ad esso vi era il quadro di accensione a chiave.
Montava un motore di tipo SX del 1971, già utilizzato dai precedenti Aermacchi,
raffreddato ad aria. Questo motore è stato montato sui modelli SS - SST - SXT
fino al 1984 sia pur con modeste modifiche di miglioramento. Altre
caratteristiche: frecce a bacchetta, tappo serbatoio a vite, carburatore VHB
27, due sole spie: frecce e abbagliante. Le adesive sul serbatoio recavano la
scritta AMF Harley Davidson e le tipiche strisce erano fra loro contrapposte.
LA PRIMA EVOLUZIONE (1978)
Nel 1978 vengono introdotti significativi
cambiamenti negli equipaggiamenti ed il nome del modello diventa SST 125 per
differenziarlo dal precedente. Primo fra tutti l'introduzione del freno a disco
sulla ruota anteriore, al posto del tamburo. Il sistema di alimentazione viene accessoriato
con una nuova scatola filtro. Il quadro strumenti viene ammodernato con
l'introduzione del contagiri elettronico (prima assente) e con lo spostamento
della chiave di accensione in mezzo al quadro. Le spie vengono portate da due a
tre: batteria (GEN), frecce (TURN), abbagliante (HIGH BEAM). Le strisce sul
serbatoio passano da 6 a 5 ed assumono la nota configurazione adottata fino al
1983.
Harley Davidson Amf SST 125
la tipologia del serbatoio e la sua decorazione
L'EPOPEA CAGIVA (1979)
Lo stabilimento di Schiranna
(VA) venne rilevato dalla Cagiva che continuò a produrre gli stessi modelli HD.
La capacità della Cagiva fu quello di rilanciare l'azienda attraverso
un'operazione di marketing senza precedenti. In particolare l'SST 125 divenne
la moto più venduta in Italia, stabilendo un record tutt'ora imbattuto (Piaggio
a parte). Erano i tempi in cui Cagiva e Vespa divennero rispettivamente
"moto" e "scooter" per antonomasia. Inizialmente sul
serbatoio dei motocicli venne apposta la scritta HD-Cagiva che dopo breve tempo
divenne solo Cagiva. Il sistema di
numerazione della matricola assume il formato 6F-xxxxx, dove 6F indica il
modello e xxxxx indica il numero delle unità prodotte, indipendentemente
dall'anno in corso. La prima matricola è 6F-80001.
LA SECONDA EVOLUZIONE (1980-1983)
Nel 1980 la Cagiva presentò la
gamma dei modelli con il nuovo fregio dell'elefantino italiano anzichè l'aquila
americana. Il modello SST subì alcuni miglioramenti soprattutto estetici:
paracatena dritto, carburatore VHBT 27 AD, rimozione blocchetto comandi sul
manubrio destro (engine stop) e sostituzione blocchetto comandi sul manubrio
sinistro, tappo serbatoio a scatto, logo Cagiva sul carter sinistro, frecce con
stelo in gomma dura, pedivella dritta. Ci fu la possibilità di scegliere due
varianti: RR classica con ruote in raggi oppure RL con ruote in lega stampata,
di moda in quegli anni. I colori disponibili erano quattro: blu metallizzato,
nero, bianco, grigio. Successivamente fu reintrodotto il rosso in serie
limitata. Il numero di matricola iniziale del modello 125/81 è 6F-91524, mentre
il numero di matricola iniziale del modello SST/82 è 6F-104024.
Nel 1982 il modello SST 125 fu oggetto di
un'ulteriore innovazione: a partire dal telaio 6F-108816 venne installata
l'accensione elettronica. Fino ad allora l'impianto elettrico, a differenza delle
250 e 350, era alimentato da un volano alternatore meccanico a puntine marca
Dansi; il nuovo volano elettronico era un "Mini 6 Hierro" della
spagnola Motoplat.
LA TERZA
EVOLUZIONE (1983-1984)
Dopo il grande successo
ottenuto dal suo cavallo di battaglia la Cagiva decide di presentare una nuova
gamma di modelli con il nome di ALETTA (ALA per le cilindrate maggiori), nome
già usato in precedenza per i modelli Aermacchi. Il nuovo restyling segnava
l'abbandono dello stile Harley Davidson a favore di quella categoria di
motociclette denominate Enduro che stava conquistando il nuovo favore del
pubblico. Iniziavano così i tempi della mitica Aletta Rossa altro oggetto di
grande successo della Casa.
In questa fase l'SST mantenne sostanzialmente
le sue caratteristiche di moto stradale, praticamente sempre con il vecchio
motore HD. Il modello venne denominato Cagiva Aletta SST 125 il cui numero di
matricola iniziale era 6F-121025 e presentava diversi ammodernamenti fra i
quali: il cupolino, un nuovo quadro strumenti con l'aggiunta di diverse spie
(olio, folle, riserva benzina), modifica del fanale posteriore e del suo
supporto. Le inconfondibili strisce vennero abbandonate e sostituite con un
disegno che ne ricordava la forma. La scritta "Cagiva" sul serbatoio
era in rilievo. Per installare la spia del folle fu necessaria una piccola
modifica al motore: all'interno del carter sinistro è stato messo un
interruttore che toccava la camma del cambio. L'Aletta SST veniva prodotta
esclusivamente con le ruote in lega, argentate o dorate. L'Aletta SST 125 fu
affiancata da una stravagante versione: l'SST 125 C un custom meglio conosciuto
come Cagiva Low Rider. Il modello aveva ruote a raggi di serie, sella
sdoppiata, manubrio a corna di bue e parafanghi cromati. Il telaio ed il motore
erano identici a quelli della sua consorella.
LA FINE DELL'SST (1984)
La Cagiva, a partire dalla
gamma Aletta e Ala aveva capito in quale direzione si stava muovendo il
mercato, sia andando incontro alle esigenze del pubblico sia reggendo l'agguerrita
concorrenza delle Case italiane ed estere. Il pubblico, soprattutto quello
giovanile, si stava orientando sul più versatile enduro e su modelli con motori
sempre più moderni. I motori HD erano ormai obsoleti. Negli ultimi mesi di
produzione la Cagiva fece un restyling della SST non del tutto convincente:
l'Aletta SST 125 fu ribattezzata ALETTA OFFICIAL, non cambiò nulla, eccetto la
carrozzeria bicolore e la sella colorata, di solito verde oliva o nocciola. Le
adesive scomparvero e ne fu lasciata solo una sui cofanetti destro e sinistro a
ricordare il nome del modello. D'altronde la Cagiva stava già puntando tutto
sulla nuova motocicletta stradale che avrebbe soppiantato l'SST, ossia l'Aletta
Electra. L'SST aveva ormai fatto la sua parte e la sua produzione fu
abbandonata dopo quasi 10 anni di successi.
MOTORE SX
Il motore dell'SST deriva da
un motore di tipo SX del 1971 che equipaggiava i precedenti modelli Aermacchi
HD fra i quali Z90, X90, SX125, SS125. Nel corso degli anni ha subito modifiche
per adattarlo sui vari modelli come l'aggiunta di ulteriore attacco al telaio
per il 125. Il motore reca una matricola identificativa che si trova stampata
in prossimità dell'aggancio posteriore. Sul carter sinistro è stampata la
scritta CAGIVA SX, mentre sul carter destro vi è stampata la matricola vera e
propria.
Essa ha il seguente formato:
Y yyxxxxx
dove Y è una lettera fissa che
sta per "year", yy indica le ultime due cifre dell'anno di
costruzione e xxxxx è il numero di unità prodotte in quell'anno. Ad esempio Y
8302603 indica il motore n. 02603 prodotto nell'anno 1983.
(fonte: http://sst125.altervista.org/history.html)
domenica 22 novembre 2015
Catalogo Expo Arte Italiana
Presso il Teatro Ideal di Varedo (MI), ieri sera si è svolta la serata di presentazione del libro di Vittorio Sgarbi :
"DAL CIELO ALLA TERRA" Da Michelangelo a Caravaggio.
Anteprima assoluta del catalogo della mostra
"EXPO ARTE ITALIANA"
Premiazione dei vincitori partecipanti al bando di concorso della 1a Edizione di Expo Arte Italiana
"DAL CIELO ALLA TERRA" Da Michelangelo a Caravaggio.
Anteprima assoluta del catalogo della mostra
"EXPO ARTE ITALIANA"
Premiazione dei vincitori partecipanti al bando di concorso della 1a Edizione di Expo Arte Italiana
sabato 29 agosto 2015
Liguria, Riviera delle Palme
Fulmini su Savona e bomba d'acqua sulla Riviera di Levante. Di fronte la città di Spotorno con l'isola di Bergeggi (i tre punti luminosi ne delimitano la zona protetta e non accessibile). L'isola di Bergeggi è Riserva Naturale Regionale dal 1985 e dal 2007 Area Marina protetta.
Acqua su acqua, quando piove sul mare, tutto sembra fermarsi ad ascoltare, suoni lievi, un senso di pace e tranquillità sembra prendere possesso dei nostri pensieri
Mentre il mare ogni giorno si mostra con le sue forme ed i suoi colori più imprevedibili, il cielo non rimane a guardare e nella continua lotta di forza e straordinaria bellezza, intuiamo quanto ci sta sfuggendo dalle mani
e poi arriva il sole
sabato 13 giugno 2015
Expo Arte Italiana
1a Edizione di EXPOARTEITALIANA
mostra
di Arte Contemporanea inserita nel Catalogo Belle Arti di EXPO2015.
L'iniziativa ha come obiettivi il
finanziamento del restauro architettonico e conservativo della
Villa Bagatti Valsecchi e la promozione dell’arte contemporane attraverso le
opere esposte da artisti emergenti e da alcuni grandi nomi dell’arte
contemporanea.
Con il patrocinio di Regione
Lombardia, EXPO2015, Provincia di MB, Città di Varedo, altri comuni limitrofi e
La Triennale di Milano, il progetto ExpoArteItaliana vanta collaborazioni
illustri a partire dalla curatela e presidenza del concorso, affidate al
Professor Vittorio Sgarbi e dai
membri della giuria che conta su personalità quali il Prof. Davide
Rampello, docente e curatore del Padiglione Zero per EXPO2015, l’Arch. Anna Steiner, docente presso il Politecnico di Milano, curatrice di
mostre di design, il Prof. Aldo
Colonetti, storico dell’arte e design, giornalista, direttore di Ottagono,
l’ Arch. Prof. Franco Origoni,
docente presso il Politecnico di Milano, Gualtiero
Marchesi, chef di fama internazionale e Chef Ambassador di Expo Milano
2015, Giovanni Chiaramonte,
fotografo docente di Teoria e storia della fotografia IULM – Milano e Sebastiano Favitta, Direttore Galleria
Fotografica Luigi Ghirri- Caltagirone.
Le sezioni della mostra-concorso
ExpoArteItaliana prevedono opere di pittura, scultura e fotografia, realizzate
in coerenza con i temi di EXPO2015 (cibo, energia, pianeta, vita,
sostenibilità) esposte, a disposizione del pubblico nazionale ed internazionale
durante i mesi di EXPO2015, nelle sale e nel parco della Villa, a Varedo, a
pochi chilometri dal fulcro dell’area espositiva di Milano. Le opere selezionate verranno
inoltre raccolte e pubblicate in un prestigioso catalogo e, in accordo con
l’artista, verranno valutate dalla Fondazione Versiera 1718 e dal Prof. Sgarbi
e poste in vendita. Il ricavato andrà per metà
all’autore e per metà alla Fondazione che investirà la somma solo ed
esclusivamente nel restauro, nella conservazione e nella valorizzazione di
Villa Bagatti Valsecchi. Accanto alle opere degli artisti
emergenti saranno esposte opere di artisti celebri riconosciuti a livello
internazionale.
Inaugurazione : 19 giugno 2015 alle ore 17.00
Cerimonia di chiusura : 31 ottobre 2015
Presso : Villa Bagatti-Valsecchi, Via Vittorio Emanuele II, Varedo (MI)
Cerimonia di chiusura : 31 ottobre 2015
Presso : Villa Bagatti-Valsecchi, Via Vittorio Emanuele II, Varedo (MI)
opera selezionata per la sezione fotografia : un raggio di luce (la speranza)
...le cose semplici a volte sono le più magiche. Rimangono impressi nella mente, quei raggi che filtrano dalle finestre, attraverso imposte, fessure, tende. Si insinuano dentro casa, portando colore, mistero, luce. Resto incantato ad osservare il loro evolvere, il lento movimento, infiniti granelli di luce sospesi nello spazio. Lo sguardo che scivola verso il punto più lontano, abbacinante. Illumina il pavimento, poi sale sul letto, passa su un mobile, scompare, rimandando la magia al domani, al medesimo istante, ora, minuto, secondo, che colpisce la mia mente che affonda nel mio cuore e nei miei pensieri…. (DT)
giovedì 14 maggio 2015
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